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Finalità
e scopi del Movimento
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| 1. |
Il
Movimento per l'Autonomia della Romagna, più
semplicemente denominato M.A.R., sorge
con lo scopo di promuovere la costituzione della
Regione Romagna, attraverso il Referendum
previsto dall'art.132 della Costituzione Italiana,
che così recita: "Si può,
con legge costituzionale, sentiti i Consigli Regionali,
disporre la fuzione di Regioni esistenti e la
creazione di nuove Regioni con un minimo
di un milione di abitanti, quando ne facciano
richiesta tanti Consigli Comunali che rappresentino
almeno un terzo delle popolazioni interessate
e la proposta sia approvata con Referendum dalla
maggioranza delle popolazioni stesse".
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| 2. |
I
confini geografici della Romagna, che il
M.A.R. riconosce, sono quelli storicamente
definiti ed unanimamente accettati e cioè: |
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a
Nord, il fiume Sillaro ed il fiume Reno,
allorchè il Sillaro confluisce in quest'ultimo; |
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a
Sud, il promontorio di Focara; |
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a
Est, il Mare Adriatico; |
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a
Ovest, il crinale appenninico.
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Allo
scopo di evitare procedure estremamente lunghe
e complesse, il M.A.R., pur mantenendo
fermo il proposito di giungere alla realizzazione
della Regione Romagna comprensiva dell'intero
territorio come sopra specificato, propone che
il primo referendum da chiedere e da attuarsi
debba riferirsi al territorio facente parte dell'attuale
Regione Emilia-Romagna, posto a sud della linea
Sillaro-Reno.
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| 3. |
Il
M.A.R. è un movimento culturale
e di opinione, rispettoso di tutte le ideologie
politiche, ma avente i seguenti irrinunciabili
principi costitutivi:
| A) |
il
rispetto dell'uomo, della sua libertà,
dei suoi diritti e della sua dignità; |
| B) |
il
rispetto e la tutela del lavoro, manuale
ed intellettuale, e la sua promozione,
sotto tutte le forme; |
| C) |
il
rispetto dell'ambiente, come diritto
fondamentale della collettività,
in una visione unitaria del bene ambientale,
comprensiva di tutte le risorse; |
| D) |
la
tutela del risparmio; |
| E) |
la
affermazione dell'etica del vecchio
galantuomo romagnolo nei rapporti
interpersonali e nella gestione della
cosa pubblica.
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| Conseguentemente
il M.A.R. si distingue nettamente
dai partiti politici e dalle Leghe,
auspica una Regione Romagna
moralmente pulita, efficiente e non
inquinata da campanilismi interni
ed esterni, aperta ed ospitale ma,
al tempo stesso, rigorosa nel rispetto
delle leggi e dei principi della convivenza
democratica e del buon governo. Una
Regione Romagna attivamente
partecipe dell'unità europea,
favorevole ad ogni responsabile accentuazione
dell'autonomia regionale e locale,
che non metta però in discussione
l'unità nazionale. |
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| 4. |
Il
M.A.R. chiede ai Partiti politici,
dei quali riconosce l'insostituibile funzione
(ed ai quali, anzi, raccomanda di utilizzarla
in maniera sempre più corretta e
pertinente) di farsi promotori del Referendum
di cui all'art.132 della Costituzione, affinchè
anche gli elettori romagnoli, e solo ad
essi, sia concesso di decidere democraticamente
se essere Regione autonoma.
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| 5. |
In
caso di insensibilità o di ostruzione da parte
dei Partiti politici a questa sua fondamentale rivendicazione,
il M.A.R. si verebbe costretto a chiedere direttamente
all'elettorato un'adeguata rappresentatività,
attraverso la presentazione alle elezioni di proprie
liste elettorali, con proprio simbolo e propri candidati.
E ciò allo scopo di rilanciare con autorevolezza
la istanza referendaria. Al di fuori di questa necessità
alternativa, il M.A.R. si pone come mezzo permanente
di pressione e di controllo dell'attività politica
nazionale, regionale e locale riferita agli interessi
della comunità romagnola.
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| 6. |
Il
M.A.R. si scioglierà, per raggiungimento
dei propri fini, alla approvazione della legge costituzionale
istitutiva della Regione Romagna, ed alla sua
pratica attuazione.
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| 7. |
Il
M.A.R. ha sede provvisoria a Forlì in
Via Valsava n°8 presso il fondatore On. Dott. Stefano
SERVADEI.
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ORGANI
STATUTARI
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| 8. |
Gli
organi statutari del M.A.R. sono i seguenti:
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I)
Il Comitato Regionale
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Formato
da 35 membri, possibilmente 5 per ogni comprensorio
(Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Lugo, Ravenna,
Rimini).
Sue funzioni sono: |
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assumere
iniziative sull'intero territorio della Romagna
- ed ovunque si dimostrasse necessario - onde giungere
al Referendum; |
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propagandare
e valorizzare la ipotesi autonomistica romagnola nei
suoi vari aspetti culturali, sociali, economici, ecc...; |
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armonizzare
le iniziative dei Comitati Comunali e di quelli Comprensoriali; |
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promuovere
le Consulte ed il Consiglio Istituzionale; |
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partecipare
a quest'ultimo.
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Nella sua prima seduta il Comitato Regionale provvede
a nominare il Coordinatore Regionale del M.A.R.
(che assume la rappresentanza del Movimento) ed il Presidente
che, unitamente al Coordinatore, ne tutela gli interessi,
lo convoca e lo presiede, ne attua le decisioni. Il
Coordinatore Regionale nomina il suo Vice Coordinatore
ed il Segretario Amministrativo, cui è demandata
la tenuta dei dati personali dei dirigenti e degli aderenti
al M.A.R., nonché il compito della tesoreria.
Il Fondatore del Movimento, On. Dott. Stefano Servadei,
è membro di diritto del Comitato Regionale. Nel
corso del suo mandato, il Comitato Regionale non può
provvedere a sostituire i membri dimissionari o decaduti
per qualsiasi altro motivo.
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II)
Le Consulte
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Sono
organi tecnici del futuro assetto regionale con compiti
interni e sono divise per settori. Armonizzano la crescita
culturale, economica e sociale del territorio romagnolo.
Formulano proposte sia per il Comitato Regionale che
per il Consiglio Istituzionale, dotate di particolari
competenze tecniche.
Ogni Consulta elegge un proprio Presidente, ed i vari
Presidenti nominano, a loro volta, un "Coordinatore
di Consulte" incaricato di coordinare l'attività
delle medesime e di tenere i rapporti sia col Comitato
Regionale che col Consiglio Istituzionale.
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III)
Il Consiglio Istituzionale
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Ne
fanno parte di diritto (a loro richiesta): |
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i
membri del Comitato Regionale; |
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i
Consiglieri Comunali e Provinciali in carica; |
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i
Parlamentari e gli ex-Parlamentari; |
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i
Consiglieri Regionali e gli ex-Consiglieri Regionali.
Sue funzioni sono: |
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formulare
proposte al Comitato Regionale in ordine alle varie
questioni che si pongono nelle Istituzioni per il Referendum
e per la realizzazione della Regione Romagna;
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portare
a livello istituzionale le proposte che vengono formulate
dal Comitato Regionale per dare risalto all'azione del
M.A.R. e per meglio creare le condizioni per
il Referendum di cui all'art.132 della Costituzione.
Nella sua prima riunione il Consiglio Istituzionale,
la cui funzione è interna al Movimento, elegge
il suo Presidente.
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IV)
Comitati Comunali
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Vengono
eletti annualmente dalla Assemblea Comunale degli aderenti
al M.A.R. Sono composti da un numero di membri non inferiore
a 7 e non superiore a 21 in relazione alle adesioni
in loco del M.A.R. ed alla consistenza demografica del
Comune. Ogni Comitato elegge, nella sua prima riunione,
il Coordinatore.
Sue funzioni sono: |
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il
proselitismo ed il rafforzamento qualitativo del M.A.R.
nel territorio comunale di competenza; |
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la
traduzione a livello locale degli orientamenti operativi
forniti dal Comitato Regionale; |
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ogni
pubblica iniziativa tendente ad illustrare e valorizzare
perifericamente il ruolo della Regione Romagna
ed a promuovere il Referendum; |
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la
raccolta dei mezzi finanziari per il sostentamento del
M.A.R.
In sostanza il Comitato Comunale guida politicamente
ed organizzativamente, nell'ambito dell'azione e delle
direttive del Comitato Regionale, il raggruppamento
comunale di competenza.
Le adesioni al Movimento vengono espresse a livello
comunale unicamente sul piano individuale ed in forma
scritta su moduli predisposti dal Movimento medesimo.
Le eventuali esclusioni non possono avere motivazioni
politiche od ideologiche. Contro le stesse gli interessati
possono ricorrere al Comitato Regionale le cui decisioni
sono inappellabili.
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V)
I Comitati di Comprensorio
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In
ciascuno dei sette Comprensori della Romagna (Cesena,
Faenza, Forlì, Imola, Lugo, Ravenna, Rimini)
viene eletto un Comitato Comprensoriale col compito: |
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di
coordinare l'azione pubblica dei Comitati Comunali di
competenza; |
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di
stimolare la realizzazione delle iniziative e degli
indirizzi suggeriti dal Comitato Regionale, per dare
al lavoro culturale, politico e tecnico degli aderenti
al M.A.R. del Comprensorio una dimensione che
concorra ad eliminare ogni contrapposizione campanilistica.
Che anticipi, in buona sostanza, il tipo di articolazione
regionale che si propone la costituzione della Regione
Romagna, il cui fondamento sarà, appunto,
il Comprensorio.
La designazione dei membri dei Comitati di Comprensorio
viene fatta, d'intesa col Coordinatore Regionale, dai
vari Comitati Comunali appartenenti al territorio interessato
coi seguenti criteri: un membro per i Comitati Comunali
che raccolgono fino a 100 adesioni, due membri da 101
a 500, tre oltre le 500 adesioni. Il Comitato Comprensoriale
elegge, nella sua prima riunione, il Coordinatore.
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VI)
Il Collegio dei Probiviri
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E'
composto di sette membri nominati annualmente dall'Assemblea
Regionale. Esso dirime ogni contrasto fra gli aderenti
al M.A.R. o fra gli stessi ed il Movimento, con decisione
insindacabile, attenendosi ai principi ispiratori del
Movimento stesso, chiaramente espressi dallo Statuto.
I Probiviri partecipano, con facoltà di intervento
ma non di voto, alle riunioni del Comitato Regionale.
Nella sua prima riunione il Collegio elegge il suo Presidente.
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VII)
Il Collegio dei Revisori dei Conti
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E'
composto di cinque membri nominati annualmente dall'Assemblea
del M.A.R.
Sue funzioni sono: |
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vigilare
sull'attività finanziaria del Movimento; |
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esprimere
il proprio parere sui bilanci preventivi e consuntivi; |
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fornire
indirizzi e collaborare per un'adeguata politica finanziaria.
I Revisori partecipano, con facoltà di intervento
ma non di voto, alle riunioni del Comitato Regionale.
Nella sua prima riunione, il Collegio elegge il Presidente.
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| 9. |
Sia
il Comitato Regionale, sia i Comitati Comprensoriali
e quelli Comunali vengono riuniti in prima e seconda
convocazione, a distanza di un'ora. In quest'ultimo
caso deliberano con qualsiasi numero di presenti.
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| 10. |
I
membri del Comitato Regionale possono partecipare, con
facoltà di intervento ma senza diritto di voto,
alle riunioni sia dei Comitati Comprensoriali, sia di
quelli Comunali. I membri dei Comitati Comprensoriali
possono partecipare, alle medesime condizioni, alle
riunioni dei Comitati Comunali del territorio di competenza.
Sempre alle medesime condizioni, i Coordinatori Comprensoriali,
che non siano membri del Comitato Regionale, partecipano
alle riunioni di quel Comitato.
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| 11. |
Le
Assemblee Regionali del M.A.R. hanno scadenza annuale
e si celebrano, a rotazione, in ciascuno dei sette Comprensori
romagnoli. Ad esse partecipano i Delegati dei vari Comitati
Comunali che vengono nominati sulla base di un regolamento
approvato dal Comitato Regionale. Le Assemblee annuali
possono modificare la composizione e la competenza dei
vari organi statutari, ad eccezione di quanto stabilito
dagli artt. 1,2,3, 4, 5,6, i quali sono immodificabili
in quanto costituiscono la stessa identità del
M.A.R.
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| 12. |
I
proventi coi quali il M.A.R. provvede alle proprie attività
sono:
| A) |
le
quote volontarie dei soci; |
| B) |
i
contributi di Enti e privati; |
| C) |
le
eventuali donazioni; |
| D) |
i
proventi di gestione o iniziative permanenti od
occasionali.
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| 13. |
L'esercizio
finanziario si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Entro 30 giorni dalla fine di ogni esercizio verranno
predisposti dal Comitato Regionale il bilancio consuntivo
e quello preventivo del successivo esercizio.
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| 14. |
Possono
aderire al M.A.R. tutti i cittadini elettori
residenti entro i confini geografici della Romagna,
ed i romagnoli di origine, ovunque residenti.
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| 15. |
Onde
garantire al M.A.R. la più assoluta autonomia
rispetto ai vari organismi politici, i membri del Comitato
Regionale, Comprensoriale e Comunale non possono contestualmente
rivestire funzioni direttive in strutture politiche
operanti alla stessa dimensione.
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| 16. |
Gli
incarichi di Coordinatore Regionale, Comprensoriale
e Comunale del M.A.R. sono incompatibili fra
di loro. Pari incompatibilità esiste fra tali
incarichi e l'appartenenza ai Collegi dei Probiviri
e dei Sindaci Revisori.
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| 17. |
In
caso di scioglimento del Movimento, tutti gli adempimenti
statutari e legali faranno capo al Comitato Regionale
in carica al momento dello scioglimento del medesimo.
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| 18. |
Il
simbolo del M.A.R. è costituito da una "Caveja"
nera, con la parte superiore a forma di gallo che canta,
collocata in un cerchio che porta nella zona inferiore
la scritta "REGIONE ROMAGNA". I colori che
fanno da sfondo sono il giallo ed il rosso, come da
bozzetto allegato al presente Statuto.
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| 19. |
Per
quanto non previsto dal presente Statuto valgono le
disposizioni del Codice Civile e le altre norme in materia. |
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